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L’icona del volto di Cristo chiamata Achiropita, dal greco Αχειροποίητος che significa non fatta da mano d’uomo, in russo Spas Nerukotvornyj, Salvatore non fatto da mano d’uomo, è considerata non opera di artista, ma impronta di Cristo stesso. Egli volle, secondo la tradizione, lasciare impressi i tratti del suo santo Volto sul telo con cui una donna, la Veronica, terse il Signore sulla via del Calvario.
Un’altra tradizione tipicamente orientale, fa risalire l’immagine a quella impressa sul Mandylion inviato dallo stesso Gesù al re Abgar di Edessa per guarirlo dalla lebbra.
Questa icona esprime in modo sintetico il dogma cristologico fondamentale: Gesù Cristo è vero Dio e vero Uomo. È l’unità del cielo e della terra, della divinità e dell’umanità nella persona di Gesù. Di conseguenza presenta la progressiva spiritualizzazione e divinizzazione degli uomini in Cristo.
L’icona è quadrata e al centro presenta un cerchio, il Nimbo, in cui è collocata la croce. Al suo interno e dentro il cerchio si trova il volto del Salvatore, Gesù Cristo. Sul Nimbo crociato troviamo le lettere greche Ο (omicron), Ω (omega) e Η (eta), traducono il Nome rivelato a Mosè sul monte Sinai: (ehyeh asher ehyeh) “Io sono colui che sono” (Es 3,14).
L’iscrizione dell’icona sta nel due diagrammi del Nome di Gesù Cristo nella forma greca abbreviata: IC e XC. Essa, come in tutte le icone attesta l’identità del raffigurato e ne invocano la presenza.